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"'A siloca" (Il gioco della campana)
olio su tela 60x40 Sulla strada disegnato a gesso
un mondo fatto a quadretti,
io e i miei compagni,
e il sole a guardarci giocare.
Le ginocchia sbucciate
bruciavano piano,
ma non abbastanza
da fermare i nostri salti.
La pietruzza lanciata
cadeva precisa,
come se conoscesse la strada.
Saltellavo trattenendo il respiro,
in equilibrio tra gioco e caduta,
finché le dita la sfioravano
e il cuore esultava.
E in quel momento
ero vittoriosa,
anche con il dolore addosso,
anche con la polvere sulla pelle.
Perché bastava poco:
un salto,
una risata,
e il mondo era tutto lì.
dentro un quadrato di gesso
che il tempo non sapeva cancellare.
G. Gaglianò |