"Fragile"
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  "Fragile"
 
olio su tela 60x80
 
Il pontile è da sempre stato una delle mie più profonde fonti di ispirazione. L'ho dipinto molte volte, osservandolo nelle diverse stagioni, nelle sue luci e nei suoi silenzi. Eppure, questa volta, il mio intento era diverso: non volevo semplicemente rappresentarlo, ma raccontare ciò che esso custodisce. Prima che iniziassero i lavori di restauro conservativo, ogni volta che il mio sguardo si posava su di lui coglievo i segni del tempo. Le ferite lasciate dagli anni, dal mare e dalle intemperie parlavano di una storia lunga e preziosa. E il faro, pur non illuminando più il mare, continua a vegliare sul pontile come un'antica sentinella, discreta e silenziosa, custode della memoria di un'intera comunità. È proprio da quella visione che è nata quest'opera. Ho dipinto una mareggiata che investe il pontile e, attraverso la tecnica del trompe-l'œil, ho voluto racchiudere l'intera scena raffigurando la carta da imballaggio di un pacco appena scartato, trattenuta da uno scotch leggermente stropicciato e stampato da una eloquente parola: FRAGILE. Ma non è il dipinto a essere fragile. Fragile è ciò che rappresenta. Fragile è la memoria collettiva. Fragile è il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità. Fragili sono quei luoghi che, più di ogni altro, raccontano la nostra identità e il legame profondo con il territorio. Quella scritta diventa così un simbolo e, al tempo stesso, un invito. Ci ricorda che la bellezza e la storia non sono beni scontati: hanno bisogno di essere custoditi con rispetto, protetti con responsabilità e tramandati integri alle generazioni future. Perché il pontile non è soltanto una struttura protesa sul mare. È un luogo dell'anima. È memoria condivisa, appartenenza, identità. È parte della nostra storia e, proprio per questo, merita di essere preservato con la stessa cura con cui si protegge ciò che ha davvero valore.
Giusy Gaglianò